
Sono anni che medito di percorrere il Cammino di Santiago partendo da casa mia ad Olbia, e prima o poi… Per caso sento e leggo del Cammino di Bonaria, un Cammino dedicato alla Madonna, non ad un Santo o a qualcos’altro di prettamente laico, proprio alla Madonna, alla quale io e la mia famiglia siamo consacrati. Ordino la guida, completa ed esaustiva, trovo tante cose che mi incuriosiscono e mi attirano. Vorrei partire il prima possibile, avviso in casa e con mia meraviglia sento dire da mia moglie che vorrebbe venire con me, ci rido un po’ su, non ha l’abitudine di camminare, figuriamoci se lo farà per due settimane di fila e per tanti chilometri, tuttavia la vedo convinta. Quando partire? L’avrei fatto “ieri”, decidiamo quindi di sfruttare le vacanze Natalizie e di metterci in cammino per un Natale diverso. Già dalla prima tappa si percepisce l’atmosfera che circonda questo Cammino, creata da una rete fitta di volontari che lo curano. Nella guida i loro numeri di telefono sono a disposizione, se contattati sono pronti a sostenerti, consigliarti, assisterti e supportarti. Ogni giorno ti riserva sorprese paesaggistiche, archeologiche e sociali, una ricchezza immensa, Le tappe lontano da tutti e da tutto aiutano il raccoglimento e la preghiera, al termine nelle strutture ricettive e nelle ospitalità familiari ci si racconta, si ascolta e ci si arricchisce, lo zaino si riempie di esperienze che ti entrano nel cuore. Poi arriva l’ultimo giorno con emozioni contrastanti, il desiderio di stare ad ammirare il simulacro di N.S. di Bonaria e il dispiacere che il cammino volge al termine, ma con la consapevolezza che la vita è un cammino fatto di ricordi ed esperienze vissute e tante altre da vivere.
Serafino Ruoni