Clelia ed io camminiamo da anni e quando arriva il momento di concederci un po’ di riposo non riusciamo ad immaginare che di viaggiare a passo lento. La nostra ricerca di spazi poco trafficati è diventata veramente complicata perché lo sviluppo dei cammini ha condotto numerosi pellegrini ad intasare le vie più pubblicizzate. È così che finiamo per valorizzare quegli itinerari che, inaspettatamente, ci regalano soddisfazioni inattese. Proprio in questo modo siamo venuti a conoscenza di un percorso stimolante su un’isola a noi sconosciuta: il Cammino di Bonaria.

Gli ingredienti per una bella esperienza ci sono tutti: percorso non particolarmente impervio, con pochi dislivelli, adatto all’inverno, con profondi legami con la storia del luogo, poco battuto, lontano dalle grandi città.  Cos’è la Sardegna mentre si cammina? Florida e rigogliosa grazie alle piogge, ancestrale di ruderi e pascoli di pecore, silenziosa e discreta ma calorosa nell’accoglierci. Avevamo bisogno di riposo, di spostare lo sguardo lontano nell’orizzonte, di immergere la mente nell’assenza di pensieri e così è stato. Ora il cuore è pieno di ricordi: salire al Monte Gonare sotto la pioggia, circondati dalla nebbia e vedere due figure opache, le volontarie, accoglierci nelle cumbessias; asciugare i vestiti fradici grazie al calore della stufetta e addormentarci mentre il sibilo del vento freddo infuria all’esterno; svegliarsi e ammirare dal Santuario la luce dell’alba che illumina il panorama ora pulito, il profilo delle montagne irradiate dal sole, i piccoli villaggi in lontananza, le strade oltre la nebbia.

Siamo rimasti attratti da molte cose, in particolare ci ha stupito il livello di comunicazione e di diffusione delle notizie in tempo reale fra i referenti dei singoli comuni attraversati. È proprio per questo che siamo pronti al passo successivo, quello in cui il cammino viene donato agli altri, a tutti quelli che devono voler bene al cammino e che adesso devono occuparsi responsabilmente della sua resistenza perché il viaggio continui ad essere di tutti.

Buon cammino, ajò.

Roberto e Clelia