
“Lo vedo sempre felice. È questa la cosa che conta di più.” Ci ha accolto così un papà, arrivato in bicicletta con suo figlio dopo numerosi chilometri. Una frase semplice, capace di raccontare il senso di questo cammino.
Il Cammino di Bonaria, oltre 110 km da Usellus a Cagliari dal 25 al 31 agosto ‘26, è stato il mio secondo cammino di questa estate dopo quello dei Borghi Silenti, un “cammino speciale”: quello dell’inclusione, insieme ai ragazzi di Insuperabile, a Maria Luisa Garatti, Mariella Faustinoni, Gilda Luzzi e quest’anno anche con Monica Mazzola, amica e collega.
Un percorso autenticamente sardo: strade rurali e sterrate, sentieri tra la campagna, strade bianche e alcuni tratti asfaltati, attraversando paesaggi aperti, colline e piccoli centri. Un cammino non sempre facile, con sole, polvere, salite e tappe di oltre 20 km, che mette alla prova gambe e testa, ma regala continuamente bellezza e silenzio.
E soprattutto incontri, sorrisi e storie. Giorgio che mi dice: “Sono felice, ho camminato molto”. Cristian che si prepara alla maratona di New York. Daniele che non ha mai mollato. Marco, sempre accanto al suo papà.
E poi l’incontro con i ragazzi del carcere minorile di Quartucciu: un’altra forma di esclusione, altre storie, altre domande. Alcune parole e alcuni abbracci resteranno a lungo dentro di me.
Pensavo di percorrere questo cammino insieme a loro. Invece, questo cammino ha percorso me.
Sono partita per accompagnare. Sono tornata sentendomi accompagnata.
Grazie a tutti coloro che hanno condiviso questi chilometri, un gruppo di educatori e volontari prezioso. A volte basta camminare insieme per scoprire che, alla fine, siamo tutti sulla stessa strada.
Luana Penna