Sono partito perché avevo bisogno di stare da solo e di rallentare.
Di uscire un po’ dai ritmi di tutti i giorni e da quel continuo pensare, per provare a ritrovarmi camminando, dentro la natura.
All’inizio non è stato semplice, soprattutto per il meteo, con pioggia e vento continui. In alcuni momenti mi sono anche perso e lì è arrivato un po’ di sconforto, più che altro per la paura di non sapere dove andare. Però mi sono fermato, ho respirato e piano piano sono andato avanti.
Non mi sono mai sentito davvero solo. Ero da solo, ma sapevo di poter contare sui referenti lungo il percorso e sul fatto che comunque c’era sempre qualcuno dall’altra parte. Questo mi ha dato sicurezza.
La natura è stata una scoperta bellissima. Si passa dal mare alla montagna, ai boschi, e ogni volta il paesaggio cambia completamente. Le salite, la fatica, i cambi di ambiente… tutto questo ti porta a stare più dentro quello che stai vivendo.
Dentro qualcosa è cambiato.
Ho capito che devo avere più pazienza, fermarmi di più e guardare meglio le cose. Perché anche un dettaglio semplice, se ti fermi davvero, riesce a darti tanto.
È stato un cammino che mi ha fatto vedere le cose in modo diverso, con più calma e con più attenzione.
Lo consiglierei, perché è un’esperienza che ti lascia qualcosa.
Se devo riassumere quello che mi ha dato, direi: scoperta, pazienza, meraviglia, perseveranza e costanza.