«Ma dai, facciamolo!» dico a Carlo, entusiasta solo leggendo il titolo della guida: Il cammino di
Bonaria. Siamo in Sardegna da due settimane con il nostro camper, Isotta.
Carlo mi guarda come per dire “non se ne parla”: è fine giugno e il caldo è già insopportabile. Io
insisto, ma capisco che devo aspettare. Passano i mesi e dentro di me il desiderio di fare il Cammino
resta inciso, come iniziali su un tronco. A fine settembre, Daniela, conosciuta a Calasetta, ci chiede:
«Allora, quando partite?». Rispondo quasi senza pensarci: «A inizio ottobre facciamo il Cammino,
poi lasciamo la Sardegna». «Ma Carlo lo sa?» mi chiede. «Sì… no… insomma, verrà!». Quella sera
sento che è il momento. Carlo mi chiede quale sarà la nostra prossima tappa e io gli parlo con
calma: «Io ho bisogno di fare il Cammino. Capisco se tu non te la senti, ma per me è qualcosa che
nasce da dentro». Lui guarda la guida sul tavolo: «Ah, di nuovo con questa guida…».
«Non ho mai abbandonato l’idea. Ho solo aspettato che passasse il caldo. E voglio farlo come i
pellegrini…». «E come vorresti farlo?» «In tenda!» rispondo sicura. Immagino la terra come
materasso e il cielo come tetto. Carlo non sembra convinto, ma sa che quando parlo così non
cambio idea.
Il giorno dopo lo vedo con la guida in mano: si informa su tutto. Poi mi dice: «Va bene, lo
facciamo». Io sorrido. «Perfetto, allora la tenda…» «Ma qui ci sono anche posti dove dormire…»
«Non mi interessa. Voglio essere libera, non costretta a pernottare dove non sento di voler stare. In
tenda. Sarà un’esperienza unica.»
4 ottobre 2025, ore 6: siamo pronti: zaino, sacco a pelo, tenda.
Non lasciatevi fermare dalle paure, che esistono solo nella mente. È stata un’esperienza incredibile,
totale. Ci ha riempiti e soprattutto liberati dalle paure che oggi sembrano dominare tutti. La tenda ti
porta fuori dalla comfort zone e ti ricorda che non sei mai solo: la natura ti accoglie, ti protegge, ti
sorprende. E accadono magie. Natura, storia, umanità sembrano danzare insieme in un’unica
armonia. Si torna a credere nelle persone. Fare il Cammino di Bonaria in tenda è un’occasione
straordinaria per incontrare la felicità. Il resto… lo scoprirete da soli.
Karla’
PS: ancora oggi provo una grande gratitudine verso tutti voi del Cammino e verso il visionario che
l’ha creato.
