Mi chiamo Gina e, insieme a mia sorella Antonella, Nina Mameli e Marco Ziranu, sono referente per un tratto singolare del Cammino di Bonaria: una tappa che abbraccia due paesi e un monte, il Monte di Gonare. È questa la tappa più alta del Cammino; posto a 1080 metri sul livello del mare, vi sorge un santuario dedicato alla Madonna, e credetemi, per posizione, forma e paesaggio, non poteva che essere una chiesa mariana. I sarulesi e gli oranesi, così come i paesi vicini, nutrono una devozione profonda per la Madonna di Gonare, lo testimoniano la costanza e l’assiduità con cui, anno dopo anno, salgono al Monte.

Tra questi, oggi, ho il piacere di annoverare i pellegrini del Cammino di Bonaria che, per la prima volta hanno fatto risuonare i loro passi lungo la tappa Nuoro–Orani -Monte Gonare –Sarule. In quest’anno ho incontrato e ascoltato molti di loro. Ci siamo cercati per motivi diversi: segnalazioni e chiarimenti sul percorso, desiderio di conoscerci di persona, per trasmettere la conoscenza dei luoghi e delle loro peculiarità. Ho parlato della nascita del santuario e dell’importanza del Monte per le comunità di Sarule e Orani. Spinta dalle insistenti domande, ho spiegato cosa fa un referente del cammino, figura a loro sconosciuta. Ho raccontato della stretta collaborazione con gli altri e altre referenti, i rapporti con chi presta ospitalità, il controllo materiale del cammino, l’ideazione e la preparazione della segnaletica, i timbri e tanto altro ancora. Ho raccontato l’orgoglio nell’indossare la nostra fantastica maglia gialla che ci distingue e fa riconoscere in ogni dove.

E così, quasi per incanto, tra una stretta di mano e una chiacchiera, con persone fino a un attimo prima sconosciute, ci siamo ritrovati a parlare anche di famiglia, di figli, di vita. Il Cammino ha questa capacità di avvicinare gli animi e di aprire i cuori: è come un segreto che si vuole, a volte inconsapevoli, condividere, celato nei passi e nella fatica, nel sudore e nel freddo, nei dolori fisici e spirituali, nella gioia e nello stupore. Conservo nel cuore e nella memoria nomi e volti. Mi auguro che siano Testimoni del Cammino: che portino i loro racconti nelle case, negli uffici, nelle scuole, lungo altre strade; e che ritornino, con amici, famiglie, associazioni, spero che siano persone altrettanto dotate di semplice e naturale sensibilità — quella che nasce nei passi condivisi.

Buoni passi

Gina Sirca