
Prima di tutto mi presento: mi chiamo Francesco Calledda, ma tutti mi conoscono come Zigheddu. Sono un camminatore e un pellegrino da sempre, fin da quando, tra le montagne della Barbagia, mi spostavo a piedi da un paese all’altro. Oggi ho 87 anni e nella mia vita ho percorso molti cammini, tra cui quelli di Santiago e San Francesco, e ho partecipato a numerose maratone in giro per il mondo, a partire da quella di New York. Amo camminare: lo faccio ogni giorno, perché mentre cammino mi sento libero. Con i miei passi voglio ringraziare il buon Dio che mi permette di essere testimone vivo di un messaggio di speranza, soprattutto per i tanti giovani con cui sono in contatto.
Era una sera di fine maggio del 2020, nel pieno della pandemia. Il sole illuminava ancora il golfo di Cagliari quando ricevetti una telefonata: era Antonello Menne, un pellegrino conosciuto qualche tempo prima durante la presentazione di un suo libro. Lui vive a Milano. Mi disse:
“Appena potremo, vorrei tornare a piedi in Sardegna e puntare alla basilica di Bonaria… mi piacerebbe camminare con te.” Non ci pensai due volte: gli risposi subito di sì.
Nel mese di agosto successivo - lui arrivava dalla Corsica - ci incontrammo all’uscita dell’aeroporto di Olbia e da lì cominciammo a camminare, seguendo un tracciato che Antonello aveva studiato con cura. Di paese in paese incontrammo altri pellegrini che decisero di unirsi a noi. Dopo la tappa di Orotelli proseguimmo da soli: fu un’esplosione di emozioni. Molte persone ci fermavano per chiederci la nostra destinazione. Quando rispondevamo che eravamo diretti a Bonaria, i loro occhi si illuminavano — e anche i nostri, a dire il vero.
Fu a Fordongianus che comprendemmo davvero che Sa Mère Manna — così viene chiamata qui in Sardegna la Vergine di Bonaria — ci stava chiamando e accompagnando verso la meta finale.
Da quell’agosto, per quattro anni, con Antonello e con altri pellegrini e pellegrine ho ripercorso il Cammino di Bonaria. Lo scorso settembre ho deciso di affrontarlo in solitaria: è stato un tripudio di emozioni. Lo consiglio a tutti, per la straordinaria bellezza dei paesaggi e per la grande ospitalità che si respira nelle case dei volontari dell’Associazione del Cammino di Bonaria. È davvero una grande famiglia.
Sono felice di aver dato il mio contributo alla nascita di questo Cammino che, ne sono certo, lascerà un segno profondo nel cuore di molti pellegrini.
Buon cammino.
Francesco Calledda