Mi chiamo Paola, vivo a Orotelli, un paese attraversato dal Cammino di Bonaria. Avevo sempre sentito parlare del Cammino di Santiago ed ero attratta dalle storie che leggevo nei social. Ogni tanto leggevo qualche notizia anche su un cammino sardo che stava per partire, ero molto
incuriosita. Presi così contatto e decisi di percorrerlo con un altro gruppo di pellegrini, nel mese di agosto. “Ce la farò?” “Sarò in grado di reggere per 14 giorni?” Nella settimana prima della partenza non riuscivo a dormire di notte per l’ansia ma anche perché sentivo dentro una gran
voglia di attraversare la Sardegna. Finalmente sono partita. Dopo appena una tappa i miei piedi erano scavati dalle vesciche, al punto che, per un istante, avevo pensato di rientrare a casa. Grazie ai miei compagni di viaggio ho resistito e sono riuscita a completare tutte le tappe. Intraprendere questo Cammino è stato per me molto più di un semplice viaggio, è stato un percorso straordinario verso me stessa. Ho iniziato a camminare con lo zaino in spalla, senza sapere realmente cosa avrei trovato. Passo dopo passo, tra silenzi, paesaggi e incontri, ho scoperto piano piano che il Cammino mi avrebbe dato tanto. L’ospitalità e l’accoglienza delle persone sono state un punto di forza del mio Cammino. Alzarsi presto la mattina e vedere l’alba a Fordongianus, i
sentieri della Marmilla e del Campidano, ogni tappa in cui scoprivo una natura diversa, la fatica che sentivo sulle gambe, lo zaino che in certi momenti era più pesante del solito, l’aria calda dell’estate che si faceva sentire…tutto questo, giorno dopo giorno, è diventato un compagno fidato durante i miei 14 giorni di cammino. Mentre risalivo le scalinate di Nostra Signora di Bonaria sentivo il cuore battere forte, un’emozione che ho provato solo con la nascita di mio figlio Lorenzo, che, con l’aiuto
di Dio, spero a breve possa mettersi anche lui lo zaino in spalla. Mi sento un’altra persona, il Cammino di Bonaria mi ha insegnato che la vera forza è dentro di noi, e porto con me questa esperienza come un grande dono.

Paola Pudda